L’arte

Il David di Michelangelo

Perché uso l’arte nel mio lavoro di psicoterapeuta , di psicologo e di counselor?

L’obiettivo del mio lavoro non è solo quello di aiutare le persone a trasformare e superare il loro disagio, ma anche di “aiutarle ad aiutarsi” per affrontare le difficoltà della vita e per vivere meglio.

Significa aiutarle a trovare in se stesse le capacità riparative e trasformative per uscire dal disagio sociale ed esistenziale e migliorare la qualità della propria vita. E significa aiutarle a  realizzare le proprie potenzialità e il proprio progetto; cioè a sviluppare la capacità autopoietica di realizzazione e di creazione di sé.

L’arte ha avuto spesso, nella storia e nelle varie culture, una funzione “terapeutica” e trasformativa, per i fruitori, per la società e per gli stessi artisti.

E’ ormai consapevolezza diffusa che essa può essere molto efficace nell’innescare processi autopoietici ed autotrasformativi, grazie proprio all’energia creativa che porta con sé, condensata in una particolare sintesi di forma e contenuto.

La relazione d’aiuto a mediazione artistica è antica quanto il mondo.

Dagli sciamani alla tragedia greca, dalle danze rituali ai riti dionisiaci, dai dervisci ai giullari, dalla commedia dell’arte al teatro, dall’arte visiva sacra e profana, fino alle arti-terapie contemporanee: l’arte ha sempre avuto, in un modo o nell’altro, anche una funzione catartica, trasformatrice e majeutica, che ha aiutato le persone e le società ad affrontare il male di vivere, a trascendere i propri limiti, a elaborare i propri lati oscuri, a unificare gli opposti che caratterizzano la vita e a trovare equilibri più avanzati e più armonici.

Io ho cominciato ad utilizzare l’arte nel mio lavoro più di 30 anni fa, con i pazienti di una comunità terapeutica per disturbi mentali. Prima attraverso un laboratorio, “Il dramma della parola”, dove la scelta di alcune parole attraverso libere associazioni di gruppo diventava occasione da un lato per forzare i limiti del linguaggio e dall'altro per utilizzarne le potenzialità a fini in parte espressivi ed in parte - e soprattutto - terapeutici. Poi con il teatro (Scene per l’Edipo), in cui la tragedia di Sofocle veniva in parte riscritta integrandola con i vissuti dei partecipanti al gruppo terapeutico. Ed infine con il cinema (Scene per l’Edipo e Thalassa), dove i vissuti dei pazienti della Comunità diventavano un racconto filmico in cui si oggettivavano, e con questo si prendevano le distanze, i fantasmi più disturbanti dei partecipanti.

Ho sviluppato ed arricchito queste esperienze nella scuola di Sophia-Art della Sophia University of Rome di Antonio Mercurio.

Poi ho continuato con i miei pazienti privati, sia individuali che di gruppo. Ho avuto poi una lunga esperienza di lavoro psico-pedagogico con i giovani, utilizzando l’arte ed il cinema, nell’associazione CinemAvvenire, fondata insieme a me e a mia moglie Giuliana Montesanto da Gillo Pontecorvo, sia alla Mostra del Cinema di Venezia, sia nella scuola, con il Piano Nazionale di Didattica del Linguaggio Cinematografico e Audiovisivo del Ministero della Pubblica Istruzione, sia nel sociale, in particolare con l’esperienza del laboratorio Identità e Innovazione che ha coinvolto nella ricerca dell’identità culturale del territorio 25 comuni della provincia di Frosinone nel Lazio.

Tutte queste esperienze - sistematizzate teoricamente e praticamente nella Scuola di Art-Counseling di CinemAvvenire - hanno rafforzato la mia convinzione sulla particolare capacità dell’arte e del cinema di stimolare e facilitare processi di trasformazione esistenziale sia a livello individuale che sociale.

Le persone che si rivolgono a me per una psicoterapia, un sostegno psicologico o un counseling sono stimolate a coltivare i propri interessi artistici, a godere delle opere d’arte, a gustarne profondamente la bellezza, a dialogare con esse anche attraverso di me, per coglierne spunti e suggestioni, emotivi, razionali e comportamentali, utili a trasformare i propri disagi e a migliorare la propria vita.

La ricotta, di P.P.Pasolini e la deposizione dalla croce di Rosso Fiorentino

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Commenti più recenti

04.05 | 12:29

Mi fa molto piacere il suo commento. Massimo Calanca

...
04.05 | 12:05

parole chiare che mi orientano

...
31.05 | 11:43

Grazie Massimo e Giuliana, avete creato una delle più grandi scuole di formazione, di vita, di gioia che e di trasformazione della persona che esiste.

...
30.05 | 23:51

Grazie Massimo per le belle parole e per avermi insegnato a crescere.

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